La giornata inizia dal pranzo. Tutti gli invitati (praticamente solo la famiglia… ma siamo sulla quarantina di unità :-D) iniziano a prendere posto nel ristorante, aperto esclusivamente per il nonno (toh guarda, il proprietario del ristorante è mio zio…)

Dimenticavo.. Prima del pranzo si era svolto un veloce, ma molto alcolico e pesante, aperitivo e ormai eravamo tutti affamati e pronti a trasformarci in cavallette per qualche ora, perciò, ben presto tutti si sedettero ai rispettivi posti.

Il vino, il cibo, l’aria di festa, l’allegria e il somellier giapponese stimolano le conversazioni, che si fanno sempre più accese e vivaci (politica, filosofia, incontri, ecc.).

Un’oretta e mezza dopo arriva, accompagnata dal suo creatore, la torta. Inutile ricordare che ormai si mangiava per inerzia, dopo le 5 portate, comprendenti piatti come “risotto mantecato ai formaggi con carpaccio di filetto di vitello”, o gli “agnolotti farciti al salame di turgia serviti con crema di patate”, o quella botta dello “stinco di vitello brasato al barolo con polenta croccante e ratatouille”.

Dopo il pranzo, tutti i “ragazzini” della famiglia si recano fuori per la consueta partita di pallone, e poco dopo vengono raggiunti dagli altri per la foto di rito.

La giornata è quasi finita, ma c’è ancora tempo per tornare al ristorante a prendere un caffè e dei cioccolatini.. L’appuntamento è alla prossima settimana, al matrimonio dello zio. Auguri per i tuoi primi ottant’anni nonno!




























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