Ieri è stato condannato all’ergastolo, Zacharias Moussaoui, il ventesimo terrorista dell’11 settembre 2001. La giuria del tribunale, infatti, non ha raggiunto l’unaminità sulla pena capitale e il giudice si era già espresso in merito.
Sono abbastanza contento di questa decisione: la pena di morte non fa tornare in vita chi è stato brutalmente ucciso e inoltre lo Stato (con la s maiuscola) non deve vendicare, bensì educare.
Per questo terrorista, una condanna a morte era forse la pena più desiderata da egli stesso: lo trasformava in martire, in un esempio. Il carcere a vita invece, oltre (secondo me) ad essere molto più pesante interiormente, offre una minima possibilità di pentimento delle azioni fatte.





























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